Vi ricordate il nome di Ira Rubin? Molto probabilmente no. E’ salito ai disonori della cronaca durante l’inchiesta “Black Friday”, l’operazione che porto’ alla chiusura delle maggiori poker room americane Full Tilt, Poker Stars ed Absolute Poker.

Rubin era il direttore di una societa’ finanziaria che gestiva, illegalmente, le transazioni finanziarie dei siti poker. Ha guadagnato milioni e milioni di dollari operando in questa maniera, credendo che non sarebbe mai stato beccato. Invece il suo sogno finisce quando l’FBI prende tutte le informazioni sul suo conto, aiutati anche da una talpa, e spicca un mandato di cattura nei suoi confronti. Rubin, pero’, intelligentemente aveva lasciato gli Stati Uniti gia’ nel 2008 per trasferirsi nella piu’ pacifica Costa Rica, lontano da occhi indiscreti e dalle autorita’. Scoperto, decide di lasciare il Costa Rica e si rifugia in Guatemala. Molto probabilmente voleva raggiungere un Paese che non consente l’estradizione negli Stati Uniti. C’ha provato, gli e’ andata male.

Oggi la bella vita per Ira Rubin e’ finita. Si trova in una cella di New York dove aspetta di essere processato a maggio. I reati contestatigli sono: frode bancaria, riciclaggio di denaro sporco, e frode telematica. In Italia per questi reati se la sarebbe cavata con poco, in America non si scherza: rischia di finire la sua vita dietro le sbarre, con 55 anni da scontare.

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