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Sempre molto ironico, pungente e polemico Fabrizio D’Aloia (nella foto), fondatore di Microgame, il network di poker room italiano che come ricordate ha fatto scivolare per quasi un anno il lancio del poker online in versione cash game perche’ non soddisfatto di alcune condizioni. Lo vediamo questa volta a creare un’altra polemica nei confronti di alcuni siti poker come Bwin e PartyPoker che, secondo lui, prima attirano i giocatori sul dominio nazionale con estensione “.it” per poi incoraggiarli a giocare sul “.com”. Perche’? Per pagare meno tasse. Ci sembra molto strano: come puo’ accadere? Tutti sanno che partypoker.com e bwin.com sono illegali in Italia e vengono bannati dai Monopoli AAMS. Vi e’ un altro sito che potete trovare qui che ancora adopera il “.com”, ma anche in questo caso i Monopoli sono molto attenti e provvedono sempre a rendere questi domini non accessibili agli utenti italiani. Le affermazioni di D’Aloia faranno sicuramente discutere ancora una volta gli attori principali del poker online Italia…speriamo che questa volta, pero’, rimangono solo chiacchiere e non fermino la messa in atto della norma relativa al cash game. Invitiamo D’Aloia a fare pressioni per fare approvare una legge volta a beneficiare i gestori dei circoli di poker da vivo, visto che il poker live oggi viene ancora oggi discriminato, invece di creare sempre zizzania nel mondo del poker online: i Monopoli di Stato stanno facendo un ottimo lavoro ed il nostro sistema viene copiato dappertutto in Europa.

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