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Giovedi scorso l’ex capo di Party Poker Anurag Dikshit (nella foto) e’ stato scagionato da una prigione americana, dove e’ stato rinchiuso per diverso tempo perche’ colpevole di avere offerto partite e tornei di poker on line ai giocatori residenti negli Stati Uniti. Come sapete nel 2006 entro’ in vigore con l’amministrazione Bush l’orrenda UIGEA che di fatto rese illecito l’online poker negli States. Party Poker a quel tempo era la poker room piu’ grande del mondo con un piccolo monopolio proprio negli Stati Uniti. Fino al 2008 PartyPoker non si e’ interessata dell’UIGEA ed ha continuato ad operare negli Stati Uniti. Alcuni dei suoi fondatori, ovviamente, hanno dovuto abbandonare il proprio paese e rifugiarsi altrove per non essere arrestati, in particolare ricordiamo la fuga di molti ex funzionari verso il Marocco. Da li’ non si sono piu’ mossi. Tutti i fondatori principali, tranne uno: Anurag Dikshit, l’ex boss della poker room, che e’ tornato negli Stati Uniti, si e’ fatto arrestare, ha imposto a Party Poker di non offrire piu’ il poker online negli Stati Uniti, ed ha anche sborsato piu’ di $300 milioni al governo americano per non avere rispettato i termini dell’UIGEA dal 2006 al 2008. Ora Mr. Dikshit e’ un uomo libero negli Stati Uniti, e la liberta’ se l’e’ meritata tutta. A causa della sua decisione di abbandonare il mercato americano, Party Poker in soli due anni e’ stata scavalcata da PokerStars e Full Tilt ed ora rimane in terza posizione come poker room piu’ grande al mondo. Molti vedono questa situazione non giusta nei confronti di Party Poker perche’ Full Tilt continua ad operare liberamente negli States nonostante l’UIGEA ed alcuni dei suoi fondatori - Christopher Ferguson e Howard Lederer - addirittura risiedono negli Stati Uniti e quindi potrebbero essere arrestati molto facilmente. Chissa’ per quale ragione rimangono degli intoccabili.

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