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guardia di finanza Operazione All In
Proprio nel momento in cui l’Italia del poker vive la sua grande rivoluzione con l’introduzione del cash game spunta l’operazione della Guardia di Finanza denominata “All-In” che intende mettere in luce i proventi dei giocatori italiani conseguiti dal 2006 al 2009, quando potevano soltanto giocare sui siti “.COM” esteri. Senza alcuna offesa, questa ci sembra l’ultima trovata della burocrazia e del sistema italico che ha come scopo quello di complicare la vita di tanti ignari italiani. Partire dal 2006, quando in Italia solo i piu’ appassionati erano a conoscenza dei siti “.COM” disponibili solo in inglese e’ assurdo. Gli studi portati a termine dai professionisti del fisco hanno verificato che gli amanti del poker on line in Italia hanno “evaso” per circa 73 milioni di Euro. Qual e’ la giustificazione della Guardia di Finanza per indurre gli ignari giocatori a pagare le tasse relative a quel periodo? Secondo la GDF i players vincenti avrebbero dovuto indicare le loro vincite come “redditi diversi” e pagare una percentuale allo stato. Ci chiediamo quanti giocatori, anche quelli piu’ onesti, avrebbero immaginato una cosa del genere nel 2006. Per concludere, nel corso della stessa operazione la Guardia di Finanza ha scoperto che molti poker pro italiani non hanno neppure dichiarato i redditi provenienti dai loro contratti di sponsorizzazione nel corso di quei tre anni. Vedremo come si risolvera’ questa situazione. Sembra paradossale che il fisco combatta il poker online in questo modo, proprio nel corso del giorno in cui lo legalizza al 100%.

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