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Una piccola rivoluzione per quanto concerne i giochi online sta avvenendo anche in Inghilterra, sempre stato il mercato dell’online gambling piu’ libero. Il Segretario della Cultura Jeremy Hunt sta cercando di convincere il Parlamento a varare una legge volta ad espellere tutti i siti di gioco online non britannici dal paese. La ragione? E’ la stessa proposta anche dal nostro governo attraverso i monopoli AAMS, vale a dire difendere i cittadini. Hunt, infatti, crede che i siti non britannici non offrano protezione adeguata e minacciano soprattutto i minorenni. Molto probabilmente anche in Inghilterra succedera’ quella rivoluzione europea partita proprio dall’Italia: il governo alla fine elargira’ licenze solo a quei siti che vorranno seguire le disposizioni da esso imposte. A parte la funzione di “proteggere i cittadini”, sicuramente il governo inglese che sta avendo dei problemi finanziari si servira’ del poker online e dei diversi siti casino online per tassarli ed aumentare le entrate pubbliche attraverso un maggiore flusso di imposte. Uno studio ha rivelato che mentre i giocatori britannici spendono circa £ 2,5 miliardi (4 miliardi di dollari) l’anno sui siti di gioco online, più di tre quarti di quei soldi va a siti al di fuori della Gran Bretagna ed il governo da questo immenso flusso di danaro non guadagna neppure un centesimo. I giocatori inglesi cominciano gia’ ad avere paura perche’ nel vicino futuro non potranno piu’ giocare a texas poker on line nei loro siti preferiti.

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