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I guai per PokerStars negli Stati Uniti sembrano non finire mai, anzi sembrano aggravarsi. Dopo che le autorita’ hanno confiscato il dominio del gigante del poker online, l’ex procuratore generale del Nevada Greg Brower ha chiesto di avviare un’inchiesta contro il fondatore della poker room, gia’ ricercato nell’operazione “Black Friday” per accuse pesanti come riciclaggio e violazione della legge anti-gambling online. Brower ha il sospetto che il findatore di PokerStars sia il finanziatore della legge “Assembly Bill 258” attraverso la quale nello stato del Nevada il poker online sarebbe legale. Si crede che egli abbia dato $270.000 a 68 politici candidati per le elezioni affinche’ velocizzassero la pratica per fare passare le legge pro-poker online in quello stato che ospita Las Vegas, la mecca del gambling. Si tratterebbe, quindi, di un’operazione di corruzione in salsa italiana, con una differenza, pero’: negli Stati Uniti un reato del genere e’ una cosa seria ed ora sia i politici coinvolti, sia il fondatore di Poker Stars rischiano un mare di guai. Il fondatore di Poker Stars farebbe bene a stare lontano dal suolo americano.

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