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Il poker online italiano, vale a dire quello esercitato sui siti legali e certificati dall’AAMS meglio conosciuti come “.IT” ha da poco compiuto due anni e c’e’ stato grande entusiasmo dovuto a questa notizia, visto il poker online Italia ha movimentato quasi cinque miliardi di Euro in questo periodo: un successone. Purtroppo dobbiamo anche constatare che in questi giorni si e’ “celebrato” il primo (…e ci auguriamo ultimo) anniversario senza poker live, visto che una legge lo ha praticamente eliminato dai circoli tradizionali e da allora il poker dal vivo puo’ solo essere giocato nei casino. Un disastro, questo, per le migliaia di piccoli circoli distribuiti in tutta Italia che hanno fatto conoscere il Texas Hold’em nel nostro paese molto prima dell’ingresso del poker su Internet. Gli addetti ai lavori si aspettavano una nuova legge che desse loro la possibilita’ di riaprire i loro circoli,ma cio’ non e’ avvenuto ed ora la situazione e’ peggiorata visto che in questi giorni vige grande instabilita’ e molti dubbi circa la situazione politica italiana. Vediamo cosa pensano alcuni esperti del poker italiano. Luca Antinori, manager del circolo storico di Roma Club Liegi Nuts dice: “L’Italia è il paese dove si fanno le cose al contrario. Prima si doveva legalizzare il live, poi si doveva pensare a fare il salto di qualità nell’online. Oggi i giocatori giocano in rete senza preparazione, senza quel background che solo il circolo ti può dare. Il limite di 100 euro è ridicolo, chiunque può sperperare 15.000 euro in una serata. Il servizio del Tg5 di qualche sera fa ha detto cose giuste: senza il live dietro e un passaggio graduale all’online, il sistema arriverà al collasso e i giocatori sciuperanno il loro patrimonio in poco tempo”. Il presidente della Fith, una delle maggiori associazioni di poker in Italia, esprime tutto il suo disappunto: “Non posso che essere amareggiato nel constatare che ancora oggi, a un anno di distanza dallo stop imposto dal Legislatore all’attività nei circoli, la situazione sia ancora ad un punto fermo. Come ho sempre avuto modo di dire, non c’è dubbio che un anno fa (e forse anche prima) ci fosse bisogno di una regolamentazione per il poker live; ma se dopo un anno proprio la regolamentazione continua a mancare è inevitabile che questo settore sia diventato ancora più confuso e fuori controllo di prima. In sostanza è evidente che il divieto, senza un regolamento, ha peggiorato la situazione del poker live. Per questo personalmente mi auguro che a breve possa essere emanata una qualsiasi regolamentazione per poter ridare forza e fiducia ad un movimento che è sano anche se sono abbastanza pessimista sulla rapidità dei tempi per questo sviluppo, vista anche l’incertezza politica che si va a sommare all’incertezza creatasi nell’ultimo anno. Ovviamente su questo spero davvero di sbagliarmi”. Il nostro pensiero va a tutti i manager dei circoli di poker italiani che non meritano questo trattamento, dopo tutto quello che hanno fatto per far conoscere il gioco poker nel nostro Paese.

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